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L'età evolutiva. Volume 5. L'inconscio tra desiderio e sinthomo
L'età evolutiva. Volume 5. L'inconscio tra desiderio e sinthomo
L'età evolutiva. Volume 5. L'inconscio tra desiderio e sinthomo
E-book67 pagine56 minuti

L'età evolutiva. Volume 5. L'inconscio tra desiderio e sinthomo

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La teoria psicoanalitica e, con le dovute differenze, la psicologia in generale, sono da tempo impegnate nello studio di quella che comunemente viene definita 'età evolutiva', ossia quel periodo della vita umana che inizia alla nascita e ci porta all'essere adulti. Una fase complessa e importante che avrà inevitabili conseguenze su tutto il resto della nostra esistenza. Lo sviluppo della personalità ovviamente non è uguale per tutti e per alcuni può evolvere in altre direzioni come l'autismo, le psicosi, le schizofrenie, le dipendenze patologiche e i ritardi nell'apprendimento scolastico. In questo testo l'autrice ha raccolto, oltre ad una serie di approfondimenti sul tema, parte della propria esperienza clinica e psicoanalitica negli stadi dell'infanzia e della preadolescenza-adolescenza, anche in relazione con i genitori.
LinguaItaliano
Data di uscita18 nov 2016
ISBN9788898275458
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    Anteprima del libro

    L'età evolutiva. Volume 5. L'inconscio tra desiderio e sinthomo - Loredana Zani

    specialistica

    Da psicologia medica e psichiatria alla psicoanalisi

    La psicologia è una delle scienze dell’uomo che ha per oggetto la sua vita di relazione, cioè i rapporti che lo collegano in quanto Soggetto o Persona al proprio mondo. Le idee, i sentimenti, si sviluppano e si organizzano nell’ambiente fisico, sociale e culturale nel quale si svolge l’esistenza umana. La psicologia si occupa quindi di questa organizzazione dell'uomo come persona e si può comprendere come essa sia alternativamente attirata verso la neurofisiologia[1] o verso la sociologia, in cui comunque si perde. E, contrariamente al detto la medicina non ha niente da imparare dalla psicologia, né la psicologia dalla medicina, la psicologia essendo la scienza dell'incontro psicosomatico (cioè tra il fisico e il morale) è una scienza di base della medicina. Possiamo affermare che essa può essere definita come la scienza dell'organizzazione dell'individuo che contemporaneamente consente e riflette la sua esperienza poiché la vita psichica non è né pura potenzialità né puro riflesso. L'uomo non è né interamente preformato né interamente formato dall'ambiente: egli si struttura in funzione della sua costituzione e della sua esperienza.

    Alcuni elementi di psicologia medica

    Nell'opposizione tra il soggetto ed il mondo degli oggetti come centro o origine della vita psichica, gli autori Henry Ey, Paul Bernard e Charles Brisset in Manuale di Psichiatria indicano che l'uomo non è nè puro soggetto nè solamente un oggetto:

    Si ritrova lo stesso problema nell'opposizione tra il soggetto ed il mondo degli oggetti come centro od origine della vita psichica. Sul piano metafisico e «gnoseologico» (teoria della conoscenza), questa opposizione dottrinale dà il fondamento assieme al razionalismo idealista (Platone, Berkeley, Descartes) e al realismo empirico (Hume). Sul piano psicologico, a proposito della coscienza della percezione, etc., si pone il problema di sapere se la coscienza, la percezione, l'Io, etc., devono essere considerati come guidati dalle forme dall'organizzazione interna del soggetto, o considerati come effetti dell'azione formatrice del mondo degli oggetti. In altre parole, la vita psichica deve essere presa in considerazione sul modello dell'esperienza intima del pensiero del soggetto o dell'esperienza oggettiva dell'ambiente naturale o sociale? Peraltro anche qui, dopo Kant, i due termini dell'antinomia sono spesso superati in una concezione più totalitaria della vita psichica (Bergson, W. James, Husserl, Nicolaï Hartman) che non si accontenta né di un idealismo trascendente, né di un realismo ingenuo. In alcune nozioni dinamiche come «strutture», «forme» che fanno intervenire l'attività psichica come integrazione del soggettivo e dell'oggettivo, la psicologia contemporanea, sia in certi suoi aspetti «gestaltisti» (Krueger, Ehrenfeld, Meinong) o strutturalisti (Dilthey, Brentano), sia in approcci fenomenologici (Husserl, Jasper, Heidegger, Sartre, Merleau-Ponty), sia ancora nel suo orientamento bio-psicologico totalitario (Monakow e Mourgue, v .Weizsäcker, etc.), ha sottoposto ad una revisione profonda il problema dell'oggetto e del soggetto. Essa ha messo infatti in primo piano tra le sue preoccupazioni l'unità stessa del soggettivo e dell'oggettivo, dell'Io e del suo Mondo, come il significato stesso o se si vuole il funzionamento dell'attività psichica. Un certo neopositivismo detto talvolta «strutturalista» tende ideologicamente a contestare perfino l'esistenza del «Soggetto» della «Persona» intesi come miti o come riducibili ad una catena di atomi. Diventa curioso, a tal proposito, ritrovarsi dopo discussioni e interminabili letture ai tempi di Epicuro e di Zenone, o alle lotte dei nominalisti contro i realisti nella grande disputa degli Universali... In queste controversie, purtroppo, le «antinomie della ragione» restano estremamente oscure quando si abbandona la relazione ontologica dell'Io al suo mondo[2]. [...] L'idea fondamentale che deve animarla è quella di un'evoluzione strutturale e gerarchizzata di quelle cose che, ai tempi di Hughlings Jackson, si chiamavano le «funzioni» psichiche e che dobbiamo piuttosto considerare come livelli strutturali dell'evoluzione creatrice (Bergson) o dell'organizzazione dell'essere psichico (Nicolaï Hartmann). In altre parole, come vedremo, una psicologia medica che debba applicarsi ai diversi aspetti della patologia della vita di relazione (Neurologia e Psichiatria) e agli aspetti psicologici della natura umana in generale è «genetica» (P. Janet, Piaget, etc.) o non è niente poiché la chiave di tutti i problemi che formano l'oggetto di questa scienza dell'uomo non può trovarsi che nel concetto di evoluzione o di complessificazione (Teilhard de Chardin) della vita psichica sotto tutti i suoi aspetti[3].

    Gli stessi autori descrivono anche un abbozzo dello sviluppo ontogentico[4] della vita psichica durante l'evoluzione e dell'organizzazione del sistema nervoso dall'embrione umano di cinque settimane fino all'età adulta; oltre a questo sostengono che l'organizzazione psichica si basa sulla natura del sistema nervoso, dalle formazioni del tronco e della base del cervello al processo di 'telencefalizzazione'. Quest'ultimo processo si accentua a causa dello sviluppo delle grandi formazioni che derivano dalle vescicole emisferiche.

    Nella psichiatria di Henry Ey

    Si evidenzia fin dall'inizio la triade che permette lo sviluppo evolutivo nell'essere umano: SNC (Sistema Nervoso Centrale), SEN (Sistema Endocrino e Neuromuscolare)

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